CORSO DI BLS E DI BLSD

UNIONE ITALIANA CIECHI INFORMA:

Presso la sede della IAPB, in collaborazione con L’Unione Italiana Ciechi di Rende, (CS) sita in Via Parigi, sarà possibile effettuare il corso di BLS e il corso di BLSD.; corsi formativi e informativi di Primo Soccorso.

  • il corso BLS è un corso che non rilascia nessuna certificazione / attestazione . è una tecnica di primo soccorso che comprende la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e una sequenza di azioni di supporto di base alle funzioni vitali.                                                      Il costo è di 50.00€ , sarà possibile attivarlo solo al raggiungimento di almeno sette persone. Le adesioni possono pervenire durante tutto il mese di maggio 2018

 

  • il corso di BLSD è un corso dove si rilascia attestazione/ certificazione Ufficiale .  Il corso BLSD ha l’obiettivo principale di far acquisire gli strumenti conoscitivi e metodologici e le capacità necessarie per prevenire il danno anossico cerebrale e riconoscere in un paziente adulto lo stato d’incoscienza, di arresto respiratorio e di assenza di polso in una condizione di assoluta sicurezza per se stesso, per la persona soccorsa e per gli astanti.        Il costo è di 80.00€. Sarà possibile attivarlo solo al raggiungimento di almeno dodici persone. Per quest’ultimo, le adesioni devono pervenire entro il 30/05/2018.

Unione Italiana Ciechi Informa.

Presso la IAPB di Cosenza verrà attivato un nuovo servizio grazie al quale sarà possibile effettuare una volta a settimana delle Prenotazioni per Elettrocardiogramma, a cura del Dottor Giovanni Reda.

Le giornate previste saranno:

12/05/2018 dalle 9 alle 12.30

15/05/2018 dalle 15.00 alle 18.00

18/05/2018 dalle 9 alle 12.30

25/05/2018- 26/05/2018 dalle 9 alle 12.30

28/05/2018 dalle 15.00 alle 18.00

Previa prenotazione al numero 0984/838858

Area medica Iapb

Arriva una molecola per curare una rara malattia agli occhi.

Pubblicata in Gazzetta ufficiale la determinazione 62/2018 che autorizza la commercializzazione di Cenegermin (Oxervate), il principio attivo sviluppato da Dompé, azienda biofarmaceutica italiana, per la cura della cheratite neurotrofica moderata o grave, una malattia rara e invalidante dell’occhio, a oggi orfana di trattamento. Alla base di cenegermin ci sono decenni di ricerca ‘made in Italy’, a partire dagli studi del Premio Nobel Rita Levi Montalcini che scoprì il nerve growth factor (Ngf), per giungere poi alla collaborazione tra Dompé e centri di eccellenza in oftalmologia rinomati a livello internazionale. Cenegermin è il nome del principio attivo del farmaco, ed è la versione ricombinante del nerve growth factor (Ngf) umano, sviluppata e messa a punto attraverso un processo produttivo biotecnologico originale di Dompé. Cenegermin è quindi una proteina del tutto simile a quella naturalmente prodotta dal corpo umano, coinvolta nello sviluppo, nel mantenimento e nella sopravvivenza delle cellule nervose. Somministrato in gocce oculari in pazienti con cheratite neurotrofica moderata o grave, questo collirio può aiutare a ripristinare i normali processi di guarigione dell’occhio e riparare il danno della cornea. Cenegermin è stato messo a punto presso il Polo di ricerca e produzione Dompé dell’Aquila grazie alla tecnologia del Dna ricombinante, con l’utilizzo di batteri in cui viene introdotto un gene che consente ai batteri stessi di produrre il fattore di crescita nervoso umano. Il farmaco ha ricevuto dall’Aifa il requisito di innovazione terapeutica, è stato quindi inserito nel fondo per i farmaci innovativi.

Le potenzialità del nerve growth factor in campo oftalmico sono state esplorate dai ricercatori di Anabasis, azienda di ricerca italiana confluita nel Gruppo Dompé, che ha successivamente sviluppato una formulazione oftalmica di Ngf per gli stadi preclinici e clinici di varie patologie che interessano sia la parte anteriore dell’occhio, come la cheratite neurotrofica e la sindrome dell’occhio secco, sia la parte posteriore, come la retinite pigmentosa e il glaucoma. A partire dai primi studi condotti con Ngf di origine murina, Dompé ha sviluppato un processo idoneo alla produzione su scala industriale di Ngf ricombinante umano (rhNgf) presso l’impianto biotecnologico dell’Aquila, autorizzato a produrre attraverso la tecnologia del Dna ricombinante, ovvero attraverso il trasferimento in un batterio di materiale genetico umano, con il batterio stesso che quindi diventa in grado di produrre Ngf completamente umanizzato.

La decisione di proseguire gli studi su Ngf in ambito oftalmico rappresenta una scelta del tutto aderente alla stessa mission di Dompé: le malattie rare degli occhi rappresentano infatti un bisogno di salute che in molti casi le attuali proposte terapeutiche non sono in grado di soddisfare. Dompé ha dunque intrapreso la ricerca nella prospettiva di individuare un possibile trattamento per la cheratite neurotrofica, patologia rara e orfana di cura, e di altre malattie dell’occhio, tra le quali la retinite pigmentosa e la sindrome dell’occhio secco. La cornea, una sorta di ‘finestra trasparente’ che ricopre l’iride e lascia filtrare la luce in entrata, ha un ruolo fondamentale nel passaggio degli stimoli visivi fino alla retina, dove sono recepiti e inviati al cervello per la decodificazione. Questa membrana ha un’innervazione particolarmente diffusa. Il trattamento con soluzione oftalmica a base di rhNgf punta a ristabilire l’innervazione dell’area corneale che può essere compromessa da diverse cause patologiche (interventi chirurgici, infezioni erpetiche, traumi, ustioni, eccetera) e a consentire un recupero della funzione visiva. Per il suo innovativo meccanismo d’azione, rhNgf potrà in futuro trovare spazio in patologie oculari anche gravi che possono condurre alla perdita della vista, come ad esempio il glaucoma, e forme di degenerazioni retiniche congenite, quale la retinite.

Immissione in commercio di un collirio a base di cenegermin, prodotto da Dompé, per il trattamento della cheratite neurotrofica moderata o grave.

La Commissione Europea ha dato parere positivo  all’immissione in commercio di un collirio a base di cenegermin, prodotto da Dompé, per il trattamento della cheratite neurotrofica moderata o grave. Questo prodotto diviene così il primo trattamento biotecnologico autorizzato per questa specifica indicazione in Europa e risponde ai bisogni dei pazienti affetti da questa patologia oculare rara e gravemente invalidante, che può portare alla perdita di visione e che sino ad oggi è stata sprovvista di farmaci approvati. Cenegermin è figlio della ricerca Made in Italy, a partire dagli studi del Premio Nobel Rita Levi Montalcini che scoprì il nerve growth factor (NGF), per giungere poi alla collaborazione tra Dompé e centri di eccellenza in oftalmologia rinomati a livello internazionale. “È il nostro primo farmaco biotech ottenuto grazie al lavoro di una squadra che, con competenza e passione, ha creduto sin dall’inizio in questo progetto, e grazie ad una collaborazione costante con una classe medica eccellente che in centri nazionali ed internazionali ha contributo allo sviluppo del prodotto nelle diverse fasi del suo percorso. Un viaggio lungo, complesso ma entusiasmante, che non finisce ma inizia con questo importante step regolatorio. Mettere a disposizione il prodotto in altre geografie oltre all’Europa ed in altre indicazioni saranno i prossimi passi da fare”, dice Eugenio Aringhieri, Chief Executive Officer Dompé farmaceutici. Cenegermin è il nome del principio attivo del farmaco, ed è la versione ricombinante del nerve growth factor (NGF) umano, sviluppata e messa a punto attraverso un processo produttivo biotecnologico originale di Dompé. Cenegermin è quindi una proteina del tutto simile a quella naturalmente prodotta dal corpo umano, coinvolta nello sviluppo, nel mantenimento e nella sopravvivenza delle cellule nervose[ Somministrato in gocce oculari in pazienti con cheratite neurotrofica moderata o grave, questo collirio può aiutare a ripristinare i normali processi di guarigione dell’occhio e riparare il danno della cornea. Cenegermin è stato messo a punto presso il Polo di Ricerca e Produzione Dompé dell’Aquila grazie alla tecnologia del DNA ricombinante, con l’utilizzo di batteri in cui viene introdotto un gene (DNA) che consente ai batteri stessi di produrre il fattore di crescita nervoso umano. “Considero un grande risultato aver portato per primi il nerve growth factor dalla scoperta di Rita Levi Montalcini dopo tanti anni di forte impegno, fino ad una terapia oggi autorizzata a livello europeo. È una ulteriore evidenza di come in Italia si possa fare ricerca innovativa: il settore farmaceutico del nostro Paese si conferma competitivo a livello globale”, conclude Sergio Dompé, Presidente Dompé Farmaceutici. Il percorso di registrazione del farmaco è in corso anche negli Stati Uniti, dove Dompé ha iniziato la sottomissione all’FDA della prima parte del dossier registrativo (Biologics License Application) attraverso una procedura denominata “rolling submission”. In Giappone, infine, è in corso il dialogo con la Pharmaceuticals and Medical Devices Agency (PMDA) per la definizione di un piano di sviluppo nella stessa indicazione.